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Sabato 12 Giugno 2010

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3 stesso discorso per i 5mila euro in bond Dexia: dovrebbe risalire alle ragioni che l'hanno spinta a concentrare il suo portafoglio in un solo emittente;
4 i buoni postali sono strumenti non esposti alle oscillazioni dei mercati, e già questo è un grande vantaggio. Occorrerebbe però verificare se si tratti di emissioni "d'annata", quindi particolarmente redditizie, o recenti. Le ultime emissioni di buoni postali non proteggono da un'inflazione "normale", neppure nella versione inflation-linked.
Quanto alla previdenza, lei ha già uno strumento ad hoc, l'Enpaia (si veda anche il servizio a pagina 11), che le consente di finanziare la sua accumulazione pensionistica anche con il Tfr. Al momento potrebbe anche bastare.

I rischi legati ai bond Bei 2015 e Birs 2016 Volevo investire in queste due obbligazioni zero coupon: Bei con scadenza il 2 marzo 2015 (Isin XSO213151920) e Birs 7 novembre 2016 (XSO070184527). La banca me li ha sconsigliati in quanto il primo è in lire turche, il secondo emesso in lire italiane e non liquido. Potete dirmi qualche cosa di più sulla loro liquidità e sui rischi? Credevo che gli enti soprannazionali emettessero titoli più liquidi e meno rischiosi rispetto ad altre obbligazioni. In quanto a liquidità non è il primo Bei che mi è impossibile acquistare in quanto «non c'è mercato ufficiale» come nel caso dei bond Bei 15 ottobre 2017, 15 ottobre 2014 e quello in scadenza nell'aprile del 2020.
Lettera firmata - (Torino)
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- L'acquisto di titoli obbligazionari, premette la società di consulenza indipendente JC&Associati, comporta per l'investitore l'assunzione di differenti tipologie di rischio. I principali rischi sono: di interesse; di insolvenza dell'emittente; di cambio; di liquidità.
Nel primo tipo di rischio incorre specialmente chi detiene obbligazioni a tasso fisso o, come nel nostro caso "zero coupon" (cioè senza cedola). Se i tassi di interesse di mercato superano i rendimenti delle obbligazioni, il prezzo dovrà scontare inevitabilmente una riduzione (e viceversa). Il rischio di interesse è tanto più elevato quanto più lontana è la scadenza dell'obbligazione.
Molto importante è anche il rischio emittente, ovvero la possibilità che questi non sia in grado di onorare l'impegno di pagamento degli interessi e di rimborso del capitale entro le scadenze stabilite. Normalmente il rischio emittente viene misurato dalle agenzie di rating che (pur con qualche incidente di percorso), consentono agli investitori di verificare la maggiore o minore solidità dell'emittente.
Anche la variazione del tasso di cambio è un fattore di potenziale rischio se il titolo non è denominato in euro. Il deprezzamento della valuta dell'obbligazione comporta inevitabilmente una perdita di valore dell'investimento; viceversa in occasione di una rivalutazione l'investitore ne avrà un beneficio.
Il rischio di liquidità, infine, fa riferimento alla difficoltà di smobilizzo dello strumento finanziario. Si manifesta nel momento in cui tale strumento non sia prontamente convertibile in denaro oppure quando comporti costi eccessivamente elevati. Il grado di liquidità dipende dalle caratteristiche del mercato in cui lo strumento finanziario viene negoziato. Generalmente i mercati regolamentati godono di un grado di liquidità superiore poiché convogliano l'intera domanda e offerta dello strumento finanziario rendendone più facile e efficiente la negoziazione.
Venendo adesso nello specifico alla domanda del lettore analizziamo i bond proposti: Bei 3 febbraio 2015 e Birs 7 novembre 2016. Essendo entrambe obbligazioni zero coupon (cioè che non staccano alcuna cedola), il rendimento sarà calcolato come la differenza tra il valore al momento dell'acquisto e il rimborso a scadenza. Le obbligazioni hanno una scadenza piuttosto lunga; il rischio di interesse quindi è abbastanza significativo. Un aumento di un punto percentuale dei tassi di interesse, per esempio, comporterebbe una riduzione di circa il 4,5% del prezzo della Bei e di circa il 6,5% del prezzo della Birs. Relativamente al rischio emittente, in entrambi i casi i titoli sono emessi da organizzazioni sovrannazionali: la Banca europea degli investimenti e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Entrambi gli emittenti sono caratterizzati da un grado di rischio molto contenuto, motivo per cui i titoli godono di un merito di credito molto elevato e del rating massimo pari ad Aaa/AAA. L'obbligazione della Bei, inoltre, sopporta il rischio di cambio, dato che è stata emessa in lire turche.
La Turchia incorpora effettivamente i rischi legati alle economie emergenti, anche per questa ragione il rischio legato alla fluttuazione del tasso di cambio è sicuramente significativo. In questa fase congiunturale, però, a fronte di una forte debolezza della moneta unica verso tutte le principali valute (causata dalla crisi legata all'eccessivo indebitamento di numerose economie dell'eurozona), anche la lira turca ha rappresentato una buona opportunità di diversificazione valutaria. Da dicembre a oggi ha infatti registrato una rivalutazione contro l'euro pari a circa il 15 per cento.Per chi ritiene che la debolezza della valuta unica possa essere considerata ormai un fenomeno strutturale, potrebbero esserci ancora margini per un'ulteriore svalutazione dell'euro e quindi possibilità di guadagno derivanti da un investimento basato in lire turche. Per quanto riguarda la liquidità, il grado di rischio – secondo JC&Associati – è medio. Entrambe le obbligazioni sono negoziate su mercati accessibili ai risparmiatori privati (EuroTlx e Borsa di Francoforte) ma sono entrambe caratterizzate da uno spread medio "denaro-lettera" (ovvero il differenziale tra le quotazioni in acquisto e vendita degli intermediari) abbastanza elevato anche se non "proibitivo".  CONTINUA ...»

Sabato 12 Giugno 2010
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